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La Via del Pane - La Frazione dei Mulinè La Via del Pane - La Frazione dei Mulinè (Il Mulino, gli Edifici Religiosi)

La storia locale ricorda che MOLINI (480 m. s.l.m.), come luogo abitato, compare solo dopo il 1700 e le costruzioni in basso (sino alla "Gurva") sorsero verso il 1850 contemporaneamente alla realizzazione della strada carrozzabile della Valle Anzasca (una lapide a Piedimulera ricorda le date di avvio dei lavori). Lungo il torrente "valle di Vigino", prima di allora vi erano edificati numerosi mulini che sono serviti da battesimo alla nuova frazione.
Molte di queste costruzioni furono asportate o rovinate dalle eccezionali valanghe del 1777, del 10 gennaio 1863 e 28 febbraio 1888.
Per ricordare e tramandare ai posteri l'attività molitoria é stata eretta nel 1476 la cosiddetta "cappella di mulinè" rimodernata nel 1500 e ristrutturata nel 1976.
Un'altra edicola sacra "cappella di S. Antonio dei mulini "è citata in alcuni testi. Nel 1817 iniziarono i lavori per nuovi opifici che avrebbero richiesto altre derivazioni d'acqua dal torrente suscitando le proteste dei comproprietari delle due sponde che davanti ad un notaio con vennero di cessare e demolire ogni impianto iniziato abusivamente.
In questi luoghi vi erano impianti per la "peste della canapa", tintorie, un maglio alimentato ad acqua e nel 1919 venne impiantata una azienda ferraia.
I resti fatiscenti di un mulino si possono notare poco discosti dalla mulattiera che da Molini sale a Vigino (antica mulattiera della Valle Anzasca che porta poi a Calasca salendo alla frazione Boretta e quindi ad Antrogna).
Non si hanno notizie di forni per 11 pane nell'abitato attuale di Molini, che in vece esistevano nella soprastante Vigino e di uno si ricorda invece l'esistenza in prossimità della "cappella ad cavigion", pmprio sulla "Via del Pane" che lungo l'antica mulattiera della Valle porta alle frazioni di Castiglione.
Questo percorso corrisponde anche ad un tratto del "sentiero Italia" (o Via Alpina della Grande Traversata delle Alpi), che scende lungo la Valle Segnara, atta versa il fiume Anza alla frazione Gurva e poi da Molini, Porcareccia, Crotto, Olino, e Preer, sale all'Alpe Colma.
La presenza del Santuario dedicato alla Madonna Assunta (più comunemente conosciuta come "Madonna della Gurva") ha poi visto nei secoli questo tratto della mulattiera anzaschina (da Cimamulera e Castiglione sino ai Molini) percorso in pellegrinaggio da molti fedeli (addirittura diretti anche al più lontano Santuario di Sant'Antonio ad Anzino). Ora, in una simbiosi fra storia, fede, cultura e civiltà contadina del passato e turismo moderno, si intende evidenziare, anche a scopo didattico, una rete di itinerari escursionistici che valorizzino anche la "bassa Valle Anzasca".




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